Un uomo sopravvive alla rovina della propria famiglia. Ma il peso della memoria può diventare una prigione.
Nella Lombardia trecentesca, Adrian Rusca è ancora un bambino quando assiste alla distruzione della sua stirpe, segnata dal tradimento e dalla violenza. Cresciuto nel silenzio dei monasteri, porta con sé il ricordo dei suoi cari perduti e una ferita che il tempo non riesce a cancellare.
Quando ritorna nella terra che gli è stata sottratta, Adrian sceglie la via della vendetta. Ma non impugna una spada: il suo strumento è la scrittura. Attraverso la memoria e l’oblio, tenta di cancellare i nomi dei suoi nemici, privandoli dell’eredità più grande concessa agli uomini: il ricordo.
Tuttavia, nel tentativo di cancellare il male che ha distrutto la sua famiglia, Adrian finisce lentamente per assomigliargli.
Tra storia e introspezione psicologica, L’uomo che scrisse il silenzio racconta il fragile confine tra giustizia e vendetta, memoria e oblio, mostrando come anche il cuore più ferito possa smarrire la propria luce inseguendo la propria redenzione.
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